Gestione del rischio di incendio

I trasformatori in liquido isolante sono prodotti quasi esclusivamente in olio minerale. L’infiammabilità del liquido isolante introduce un maggior rischio in caso d’incendio, ciò riduce l’impiego di questa forma costruttiva, soprattutto da quando il legislatore ha limitato l’utilizzo del PCB (Policlorobifenile), che rendeva non infiammabile l’olio isolante. Esistono altri liquidi per limitare il pericolo in caso d’incendio, ma hanno un costo elevato. I trasformatori a secco contribuiscono in misura molto minore all’incendio. In particolare, quelli in classe di comportamento al fuoco F1 sono costruiti interamente con materiali ritardanti la fiamma e autoestinguenti; hanno quindi una infiammabilità ridotta (autoestinguenza) ed una emissione minima di gas tossici e fumi opachi. Nei trasformatori in olio sono richiesti provvedimenti per evitare la propagazione dell’incendio e lo spargimento dei liquidi isolanti, quali pozzetti di raccolta, griglie di spegnimento e barriere di separazione resistenti al fuoco. La capacità del pozzetto deve essere tale da contenere tutto l’olio del trasformatore e del liquido del sistema antincendio e/o dell’acqua piovana per i trasformatori installati all’esterno. È inoltre, richiesta (vedere paragrafo dedicato) una segregazione, che può essere realizzata con modalità differenti a seconda che l’installazione sia all’esterno o all’interno. Per i trasformatori a secco di classe F1 (trasformatori in resina) non è richiesto alcun provvedimento di separazione, infatti sono autoestinguenti.

Protezione contro i contatti diretti

Il trasformatore deve essere installato in modo da impedire contatti accidentali con i terminali e le superfici isolanti degli avvolgimenti. Le misure di protezione sono prescritte dalla norma CEI 99-2 che ha sostituito la CEI 11-1, con nuove definizioni. La protezione contro i contatti diretti Capitolo 8 Trasformatori elettrici Figura 8.5: Grafico per valutazione ventilazione 62 consiste nell’impedire alle persone il contatto con le parti attive nude o di portarsi ad una distanza tale per cui possa avvenire una scarica, si possono adottare barriere di diverso tipo con un’altezza minima di 1,8 metri. Verificate le condizioni per l’impedimento dei contatti accidentali, i trasformatori in resina possono essere installati, senza particolari accorgimenti, nello stesso locale con i quadri di media e bassa tensione. Nel caso di più trasformatori in resina di classe F1 nello stesso locale, non sono prescritte particolari precauzioni contro gli incendi, né provvedimenti per la loro separazione. Una separazione tra i trasformatori, mediante pareti di materiale incombustibile è comunque vantaggiosa, perché permette di accedere in sicurezza a ciascuna unità, mantenendo le altre in servizio.

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